Capitolo 5. IL MISTERO DEGLI ABISSI

Le due amiche seguirono Ara negli sconosciuti abissi. Ancora non sapevano dove le avrebbe condotte, in ogni caso non glielo domandarono: si fidavano ciecamente di lei!

Prima di iniziare qualunque viaggio sarebbe sempre buona cosa fare scorta di energie… la fatina di mare aveva già pensato a tutto. Portò Marghe e Perla in un chiosco gestito da un giovane polipo 🐙 . Lì, mangiarono due cornetti a testa, uno al cioccolato e uno alla crema, accompagnati da un cappuccino blu e… salato!

Vi starete chiedendo: come fanno le due ragazze a mangiare se sono immerse nell’acqua? La risposta sta nella forza della magia. Solo Ara potrebbe rispondervi, ma come ogni “ricetta” che si rispetti, la piccola fatina, ha deciso di non rivelarlo a nessuno… neanche alle due amiche.

Dopo aver riempito la pancia e accumulato energia nelle pinne, salutarono il polipo che con il suo strano grembiule sui tentacoli contraccambiò e partirono alla volta di un altro posto ignoto…

Marghe: “Ara dove ci stai portando adesso?”.

Ara: “Niente domande Marghe. Ho detto che dovrà essere una sorpresa, quindi tale sarà. Se vi svelassi subito il segreto, che gusto ci sarebbe? Nella vita bisogna imparare ad aspettare, affrettare le cose spesso porta a brutte scoperte, inoltre dovete imparare, ragazze mie, che non sempre tutto vi è dovuto, qualche piccolo sacrificio bisognerebbe iniziare a farlo alla vostra età, vedrete che poi il piacere della scoperta avrà tutto un altro sapore!”.

Così le tre continuarono a nuotare… 

Passarono per la Strada Marina numero 55. Era molto lunga e trafficata. Ogni tipo di pesce occupava quella via. Vi era davvero un mare di colori, di luci e di bolle. Marghe e Perla, nonostante il loro insolito aspetto, non si sentivano a disagio. Respirare nell’acqua senza il bisogno di boccaglio o ossigeno era per loro un evento unico ed inimitabile. 

La prima tappa fu quella della riviera del corallo. Lì sotto il panorama era davvero incantevole. Andarono alla scoperta delle Pinne Nobilis, le famose e pregiate conchiglie degli abissi, di cui Perla aveva tanto sentito parlare. Alcune erano davvero molto alte, quasi come le due amiche, se non di più.

Ara spiegò loro che all’interno di queste grandi conchiglie dorate riposavano gli antenati dei regnanti di quel mare, che avevano il compito di proteggere tutti i loro abitanti. Molti umani maleducati ed incivili, andavano spesso in quelle parti per strappare quelle specie protette e… portarsele a casa. Pensate alla sofferenza di quello strappo. Ogni volta che un umano staccava una Pinna Nobilis dalla sua radice, nei fondali veniva a mancare un anello di protezione per i suoi abitanti. Ma c’è di più: loro lo capivano perché da un momento all’altro, là sotto, diventava tutto buio. 

Era ancora notte sulla terra, ma negli abissi era sempre tutto magicamente acceso. Una luce color rosso rubino illuminava sempre quei fondali. Era quella dei coralli che immagazzinavano i raggi del sole durante il giorno, con lo scopo poi di irradiarli durante la notte. Ara decise di portare le due ragazzine verso riva, dato che pericolo di incontrare esseri umani a quell’ora non doveva esserci.

Marghe: “Ma io questa spiaggia la conosco!”.

Perla: “Davvero? Ma è diversa dalla “mia”… è così dritta e lunga! Dove siamo?”.

Ara: “Cara Perla, questa spiaggia è chiamata Mugoni. Molti umani vengono quì durante le calde giornate estive. Marghe viene qua quasi tutti i sabati pomeriggio. Quando sua nonna viene a trovarla, vanno spesso a mangiare in quel chioschetto… mi sbaglio Marghe?”.

Marghe, al ricordo di quei pranzi con la sua adorata nonna, sorrise. Pensava  cosa lei avrebbe detto non appena le avesse raccontato questa strana avventura.

Marghe: “No Ara, non ti sbagli… anche se ancora non mi spiego come tu posso avere queste informazioni. Immagino che non me lo dirai mai…”.

Perla: “Deve avere un piatto speciale questo posto se ci ritornate sempre!”.

Marghe: “Certo che si! Qua mangiamo sempre la fregola con un sughetto di mare… mmmh sento il suo sapore in bocca in questo momento!”.

Perla: Ooh si, la conosco! Che buona! Ara possiamo andare a mangiare due vongole qua sotto?”.

Ara rise: Mi piacerebbe accontentarvi, ma purtroppo l’etica del mare non ce lo consente. Dobbiamo avere rispetto della nostra specie. Un tempo potevamo nutrirci di pesci, ma a seguito di una grande guerra marina venne deciso che nessuno poteva più farsi del male, perciò abbiamo creato nuovi gustosi piatti per saziare i nostri appetiti e gratificare i nostri palati!”.

Proseguirono così il percorso…

Ara spiegò loro che nello stesso tratto di costa si trovavano altre bellissime spiagge. Sia Marghe che Perla erano davvero affascinate da quel mondo. Si guardavano attorno curiose di scoprire ogni centimetro quadrato di quell’immenso fondale. Lì negli abissi era ormai ora di pranzo. Tutte e tre le amiche iniziarono a sentire un rumore strano provenire dalle loro pance.

Marghe: “Ma ragazze, cosa succede? Perchè mi escono delle bolle dall’ombelico?”.

Ara era davvero molto divertita, adorava quel modo fanciullesco ed innocente che avevano quelle due ragazzine nell’esprimersi e nello stupirsi, così rispose: “Non devi preoccuparti Marghe. Quando vedi le bolle uscire dalla pancia, significa che hai bisogno di mettere sotto ai denti qualcosa!”.

Non sapevano ancora bene di cosa avessero voglia… a Perla piaceva molto il pesce, ma lì non era permesso mangiarlo.

Dopo una breve sosta in cui rifletterono sul cosa mangiare, si decisero… Pizza! Si fermarono in una delle pizzerie in via Corallo 8, la strada dello street marins food e dei ristoranti. Lì decisero di ordinare una bella pizzetta, all’apparenza sembravano quelle tipiche vendute al taglio. Invece il loro impasto era fatto con una farina sabbiosa, con crosta croccante sotto e pomodori di mare sopra!

Dopo che i loro panciotti furono riempiti, si riposarono giusto un po’. Quei deliziosi tranci avevano fatto venire un pizzico di sonno alle tre viaggiatrici.

Ripartirono nel primo pomeriggio… dove le avrebbe condotte ora Ara?

Questa volta raggiunsero una parte di costa agitatissima e videro in lontananza molte persone attorno ad un falò, le sentivano canticchiare in tante lingue. Qualcun altro, invece, cavalcava le onde del mare con una strana tavola di legno. 

Le ragazze rimasero incantate da quella scena, era davvero magnetica! 

Ara interruppe i loro pensieri spiegando che a Ferros si ritrovavano sempre persone che provenivano da ogni parte del mondo. Loro erano soprannominati “figli dei fiori”. Durante la loro permanenza in quel campeggio diventavano proprio una grande famiglia.

Si diressero poi verso l’abisso di Shintino. Quel luogo venne riconosciuto subito da entrambe le ragazze. Si ricordarono di quelle poche volte in cui i loro genitori le avevano portate lì puntando la sveglia alle 5 del mattino! Lì il fondale, non si sa per quale motivo, era un vero e proprio mare di peluches: la sabbia sulla quale erano sedute Marghe e Perla sembrava cotone e alcuni pesci avevano creste che sembravano capelli in ogni parte del loro corpo, che si mimetizzavano con il colore del mare.

Da qui, Ara le portò a vedere gli asinelli marini nel fondale Asinara. I ciuchini erano bianchi. Si rincorrevano felici costringendo i gamberetti a nascondersi per bene sotto la sabbia per non essere schiacciati dai loro zoccoletti maldestri! Ara spiegò loro che quell’isola era abitata da persone molto cattive e che quindi sarebbe stato meglio non avvicinarsi.

Così, verso l’ora del tramonto, raggiunsero Porto Torres Marina, dove decisero di farsi fare una bella collana porta fortuna creata per mezzo dell’unione di gusci di piccole conchigliette.

Con la loro bellissima coda seguirono la loro nuova amica passando per Cala Brandinchi. Anche lì rimasero sbalordite dai colori.

Sulla terra raggiungere quei posti in una sola giornata era davvero impensabile, ma lì nel mare, tutte le distanze erano diminuite, anche il tempo trascorreva molto più lentamente.

Era ormai l’alba, Il sole iniziava a nascere e nel mondo marino questo significava solo una cosa: l’aperi-tonno, perchè così veniva chiamato l’aperitivo in fondo al mar. 

Marghe: “Perchè aperi-tonno se non si può mangiare pesce?”.

Ara: “Ahahhah. Perché i tonni sono i più festaioli degli abissi! Sono stati proprio loro ad inventare questo incredibile momento di ritrovo!”.

Le tre amiche passarono poi al largo di  Castelsardo,  riconoscendolo dal suo castello, per poi continuare verso Alghero Marina, passando per le sue viette strette e ciottolate (e non più sabbia).

Ara decise di portarle in un locale in cui i pesci, le sirene ed i tritoni più giovani andavano a trascorrere quell’ora della giornata. Si chiamava Riservato Sea

Quell’incantevole posto si innestava tra i coralli e gli scogli fissati sui fondali. Le tre amiche si scavarono un posto sul fondo per potersi comodamente sedere, appoggiandosi a quelle comode rocce, mentre sorseggiavano i loro cocktails al sapore di alga… una vera libidine per i loro palati!

Decisero di rimanere lì fino a tardi, la musica era ottima, tutti danzavano a ritmo, tanto che si creò una travolgente corrente ballerina: era impossibile stare seduti! 

Nel bel mezzo della “serata”, le due ragazze si isolarono per un momento, osservando ammaliate quello strano paradiso marino.

Marghe: “Perla, ma tu credi che le nostre famiglie si siano accorte della nostra assenza?”.

Perla: “Non saprei Marghe, forse si o forse no… ma io sto tanto bene qua… non so come spiegarti questa strana sensazione, ma è come se io potessi sentire l’energia di tutti i pesci”.

Marghe: ”Non capisco Perla! A cosa ti riferisci?”.

Perla: “Ooh come sei impaziente! Lasciami finire il discorso! Per esempio quando ci siamo avvicinate alle Gnacchere mi sembrava di sentire un cuore battere, tu non hai avuto la stessa sensazione?”.

Marghe: ”Cara amica, questo drink all’alga di mare deve proprio averti dato alla testa!”.

In quel momento Ara, dopo aver ascoltato il discorso delle ragazze, decise di intervenire spiegando loro che le sensazioni provate erano corrette ma che avrebbero scoperto molto più avanti, nel corso della loro vita, il significato di questa sensazione provata da Perla.

Ara: “Mie giovani amiche, siamo giunte quasi alla fine di questo cammino! Adesso vi porterò a vedere un’ultima città marina…”.

La loro piccola guida fece strada alle due sirene verso Tattari, la città di pietra! Era piena di scale fatte di marmo di madreperla. In quel luogo i pesci nuotavano tutti agghindati, erano soliti uscire presto dalle tane per iniziare la loro giornata lavorativa. Marghe e Perla, che avevano spesso visitato quella città sulla terra, erano scioccate dalla somiglianza dei monumenti, dei parchi e delle abitazioni.

Marghe, ricordandosi della sua famiglia sulla terra ferma, intervenne chiedendo ad Ara se anche loro si stessero svegliando per iniziare la giornata.

Ara riprese il percorso continuando a nuotare senza rispondere…

Presto giunsero nei pressi di una caverna sotterranea al cui interno videro spuntare mille bolle di schiuma…

Marghe domandò subito cosa fossero…

Ara: “È quasi giunto il momento della vostra scelta…”.

Perla e Marghe, chiesero in coro: “Quale scelta Ara?”.

Ara: “Questo mondo marino solitamente agli umani non è permesso vederlo. Per fortuna! Probabilmente se ne avessero l’opportunità non esiterebbero a farlo! Ma torniamo a noi… dovete decidere se restare qua con noi e con la vostra splendida coda, oppure ritornare sulla terra ferma dalle vostre famiglie”.

Ara: “Tranquille, scegliete una sfera di schiuma e pensate ad una scelta, la sfera vi farà vedere le conseguenze della vostra decisione…”.

Perla prese in mano una bolla di schiuma e la fissò. Pensò a quanto sarebbe stato bello rimanere in quel mare dove tanto si sentiva come a casa. In quel preciso istante la sfera si illuminò e le mostrò tutto il villaggio impegnato nella sua ricerca: la madre non cuciva più, incolpandosi di quella brutta scomparsa. La nonna di Perla non faceva più il pane, perché quel fare le riportava alla mente un ricordo troppo doloroso. Il babbo ed il caro fratello di Perla, durante le loro battute di pesca, passavano ore nuotando in mare aperto sperando di poterla ritrovare.

Perla percepì la tristezza che avvolgeva la sua famiglia e si sentì subito colpevole.

Poi la sfera passò alla visione del mondo marino dove l’acqua era torbida e dove i pesci nuotavano a mala pena. Ad un certo punto notò due mani entrare all’interno della sfera. Accadde un’altra magia: l’acqua ritornò ad essere cristallina e i pesci sembravano nuotare felici, così capì cosa intendeva dire Ara un momento prima… le fu chiaro quale sarebbe stato il suo compito in futuro!

Marghe invece piangeva, nella sua sfera i suoi genitori dopo essersi dati la colpa a vicenda, avevano deciso di interrompere il loro percorso di vita insieme. Il suo papà non era quasi mai a casa, aveva tante rughe adesso sul viso, invece la sua mamma era ritornata in quel nord dove credeva di essere stata sempre bene, ma dove non ritrovò quella serenità di cui sentiva tanto la mancanza. La sua nonna invece sapeva, tramite Ara era a conoscenza della scelta intrapresa dalla ragazza, e per quanto fosse tranquilla a sapere che stesse bene, soffrì molto per il fatto di non avere la possibilità di riabbracciarla!

Marghe, proiettata nei fondali marini, aveva un compito speciale: accudire i nuovi nati, dandogli protezione e amore. Il suo sogno diveniva realtà, ma non nel modo in cui aveva sempre immaginato.

Marghe senza esitazione disse: ”Ara devo ritornare a casa! Sia con me che senza di me loro non metteranno mai a posto la situazione, è arrivato il momento che qualcuno gli ricordi qualcosa”.

Ara annuì dicendole che questa decisione così altruista le faceva onore, svelandole poi che avrebbe realizzato i suoi sogni in un modo molto speciale.

Ara: ”E tu cara Perla, quale sarà la tua decisione?”.

Perla: “Io ritorno a casa con Marghe, non potrei più fare a meno della sua curiosità…”.

Marghe sorrise.

Perla continuò il suo discorso: “Ti ringrazio Ara per averci salvate dandoci l’opportunità di scoprire questo mondo marino, ma io devo ritornare a casa. Ho capito che le decisioni delle persone hanno conseguenze importanti, che potrebbero addirittura cambiare delle cose, per questo vanno pensate a lungo. Ritorno a casa dalla mia famiglia, ma vedrai che non farò la sarta come si aspettano! E noi credo ci rivedremo…”.

Perla lasciò il discorso in sospeso sorridendo…

Così, le due amiche dalla coda colorata nuotarono ancora, questa volta verso la grotta da cui erano partite la prima volta. Nuotavano insieme a tantissimi pesci colorati e saltando insieme ai delfini. Volevano godersi al massimo quell’ultimo momento in quel mondo magico!

Raggiunsero così quella grotta in cui tutto ebbe inizio.

Ara sbadigliò, doveva essere molto stanca. Il suo personale guscio di conchiglia si aprì e dopo essersi appoggiata all’interno di essa, la tenera piccola fata marina porse le mani verso le ragazze donando loro un ciondolo contenente schiuma di mare.

Ara: “Care amiche, se avrete cura nel custodire questo ciondolo, non dimenticherete mai questa breve avventura insieme a me…”

Le ragazze annuirono, felici di sapere che grazie a quel ciondolo, sarebbero potute rimanere in contatto con lei.

Giunse così il momento dei saluti.

Ara si accovacciò dentro la sua conchiglia, addormentandosi beatamente. Dopo poco di lei e della conchiglia non vi era più traccia, scomparvero entrambe.

Le ragazze invece si risvegliarono dentro alla grotta, stavolta con le loro gambe. Un po’ incredule ed anche confuse, toccarono i loro ciondoli e capirono subito che tutto quello che avevano vissuto era stato reale.

Marghe e Perla si abbracciarono forte, convinte che da lì in poi il loro legame sarebbe stato per sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

error: Content is protected !!