Capitolo 3. MARGHE ALLA RICERCA DI PERLA

Durante il viaggio Marghe osservava dal finestrino dell’autobus il paesaggio che le si mostrava attorno. Era brullo, pareva addirittura dimenticato dall’uomo. In quel sali e scendi di strada in mezzo alla natura incontaminata dell’entroterra sardo, Marghe si sentiva libera e serena… 

Qualcosa in lei stava per cambiare.

“Il mare!”, pensò la ragazzina non appena vide, dall’alto di un promontorio, uno scorcio di acqua blu. Quella vista le diede ancor più quella sensazione di pace e tranquillità. Si destò dal proprio sogno ad occhi aperti non appena vide il cartello con scritto: “Bene ennidos a s’Argentiera”.

Scese dall’autobus in fretta e furia… erano ormai le 16 passate. Doveva ritrovare Perla a tutti i costi, la ragazza conosciuta la mattina stessa.               Voleva restituirle il libro che si chiamava Pietro, come quella nuova amica aveva tenuto a precisare appena prima di salutarsi. La ricerca iniziò proprio al villaggio, dove quella stessa mattina, era stato allestito il mercato del pesce… ma di Perla nessuna traccia.

A Marghe venne in mente di andare subito a controllare nei paraggi della spiaggia, dove vide Perla per la prima volta, intenta nella lettura di quel libro che ora stringeva tra le sue mani tremanti, simbolo magnetico di un’unione che stava iniziando e che sentiva sarebbe diventata sempre più forte. Ma, anche nei paraggi del bagnasciuga, di Perla non c’era alcuna traccia. Corse in lungo ed in largo, senza mai fermarsi… erano ormai le 17 inoltrate ed il tempo iniziava a farsi un po’ grigio!

Correva senza avere una meta, quando ad un tratto si ritrovò in una strana insenatura sabbiosa. Lì, la sabbia era un vero e proprio miscuglio di detriti di conchiglia, le ricordava tanto lo scrub per il viso che usava la sua mamma un paio di volte alla settimana. Lì il mare, a quell’ora del pomeriggio, aveva un colore magico, ipnotico. 

Ad un tratto, però, Marghe si accorse che il vento iniziava a soffiare impetuoso, le onde iniziarono ad aumentare, ad incresparsi e a diventare bianche sulle loro alte creste. Tuttavia, la ragazzina non ebbe assolutamente paura. Decise di continuare la sua ricerca, il ritrovamento della sua (non ancora) amica era ciò che più le importava e poi… meglio il mare arrabbiato delle liti furiose e quotidiane dei suoi genitori!

Marghe proseguì il suo cammino verso l’alto

Sì, perché quel magico villaggio era proprio situato nella prima insenatura, scavata appositamente dall’uomo per poterci abitare, però la sua costa era davvero lunga… Era possibile raggiungere le altre calette solamente con la barca, camminando sulle rocce oppure passando sui sentieri sterrati in mezzo alla natura selvaggia di quel luogo. Poco più su, alla destra dell’insenatura, si ergeva una piccola montagnetta brulla, anch’essa incontaminata, incredibilmente naturale, dai profumi inebrianti, talmente affascinante che raccontare a parole ciò che a Marghe trasmetteva quello spettacolo risulta impossibile!

Durante l’ardua salita, il vento le faceva da barriera. Camminava a fatica. Alle volte le raffiche erano talmente violente che, anziché fare un passo avanti, era spinta a farne due indietro… 

Dopo circa un’ora di cammino, al calar del sole che già da diverso tempo iniziava ad essere coperto da spaventosi nuvoloni, Marghe si imbattè nell’ultima insenatura, meglio nota con il nome di: “La Frana”.  La discesa era ripida e spaventosa, ma questo non la fermò! 

Scese giù graffiandosi le gambe, ma senza sentire dolore, la curiosità le faceva da padrona. Notò subito una grotta particolare, ne aveva sentito parlare ogni tanto dalla sua nonna durante i loro soliti pomeriggi spensierati. 

Vi starete chiedendo come mai la nonna di Marghe le raccontava di questa grotta così lontana rispetto al paesino del nord Italia in cui abitava, giusto?

La nonna, in quel posto magico, proprio quando aveva la stessa età della cara nipotina, aveva trascorso un’intera estate. Non le aveva però mai svelato il motivo per cui le stesse così tanto a cuore…

Marghe si addentrò cauta.  Fortunatamente, nel suo “kit di fuga”, aveva con sé una scatola di fiammiferi, così ne accese uno per illuminare quel luogo un tantino tenebroso. 

Entrò…

Fece pochi passi fino a che non si accorse di una presenza… guardò meglio: era lei, era Perla!

La ragazza tremava, era infreddolita, impaurita. Lei conosceva quel luogo perchè più volte era stata avvertita dal padre riguardo la sua pericolosità, soprattutto durante le mareggiate. Marghe, invece, era talmente felice di vederla che istintivamente la salutò con un fortissimo abbraccio.

Ma… per quale motivo Perla si trovava lì?

Decise di non domandarglielo subito. Aveva capito che era un tipo di ragazza molto introverso, difficilmente riusciva ad aprirsi, soprattutto quando si trattava di farlo in modo forzato.

Le due, come se si conoscessero da una vita, iniziarono così a chiacchierare, nell’ombra del crepuscolo e al riparo dal forte Maestrale

Parlarono, parlarono, parlarono molto a lungo…

La marea, nel frattempo, era diventata alta, molto alta. Le due amiche, a furia di raccontare delle loro vite, non si accorsero di essere in trappola. 

Dovete sapere che ogni volta che questo forte vento, tipicamente sardo, soffia, porta l’acqua del mare ad infrangersi sulla riva in modo così imponente da far sparire ogni centimetro quadrato di sabbia. Questa azione violenta del Maestrale è molto nota ai pescatori. Essi, infatti, non appena captano i primi segnali, soprattutto quando si trovano in alto mare per pescare, sono soliti rientrare immediatamente al porto. Il rischio di far impattare violentemente le barche contro la costa è elevatissimo.

E le ragazze invece? Come potevano fare per uscire da lì? Erano davvero incoscienti ed inconsapevoli del rischio che stavano correndo, nonostante la miriade di avvertimenti fatti a Perla dal suo papà.

L’acqua iniziava ad arrivare anche dentro la loro grotta, le ragazze erano davvero spaventate. L’unica cosa che potevano fare, almeno per non pensare alla paura, era iniziare a leggere insieme il libro “Canne al vento”, almeno fino a che proprio quel vento cattivo non si fosse calmato…

Ad un tratto però, una violenta onda urtò contro di loro. Il libro scappò via dalle loro mani, inghiottito da quell’acqua che se lo portò via in pochissimi secondi.

Le due amiche avevano capito cosa sarebbe successo da lì a poco… così, in brevissimo tempo la grotta fu completamente sommersa dal mare. Marghe e Perla erano intrappolate in mezzo a tutta quell’acqua, eppure riuscivano a respirare e a guardarsi senza sentire il bruciore del sale marino nei loro occhi. 

Ad un certo punto videro una strana luce luminosa provenire da una conchiglia. Era davvero bellissima quella conchiglia. Era colorata di rosso corallo all’interno e di bianco latte all’esterno. Proprio da questa venne fuori una piccola donnina, minuscola ma estremamente affascinante. Le due amiche percepivano la sua grande energia…

Perla era incredula, istintivamente tirò un pizzicotto a Marghe per verificare che non fosse un sogno. Marghe lo sentì bene quel pizzicotto…

“Ahia, Perla!”, esclamò.

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