Capitolo 4. LE MAGIE ESISTONO…

Le due ragazze erano incredule, non riuscivano proprio a spiaccicare parola… non avevano mai creduto che potessero esistere le magie.

Così intervenne lei… Ara, questo era il nome della piccola donnina che galleggiava attorno a Marghe e Perla.

Ara si fermò davanti ai loro visi, aveva l’espressione un po’ impaurita ma allo stesso tempo incuriosita, così chiese loro: “Cosa vi porta nella mia grotta?”.

Perla, per la prima volta in vita sua, rimase priva di parole… 

Marghe: “Noi… noi… Perla perché siamo qui?”.

Perla: “Io sono venuta qua per nascondermi, non voglio più essere trovata! Ma tu? Perché sei qua? E come mi hai trovata?”

Marghe: “Io sono scappata e ho passato tutto il pomeriggio a cercarti, poi ti ho trovata, ma non è stata cosa semplice sai?!”.

Ara guardava le ragazze divertita… Le due giovani si resero conto solamente in quel momento di non essersi ancora chieste il motivo per il quale si trovassero in quel luogo sperduto. 

Perla, continuò: “Già Marghe… eppure mi hai trovata”.

Marghe: “E meno male, se no adesso saresti qua da sola in questa nuvola di schiuma marina! A Proposito: ma si può sapere cosa sta succedendo?”.

Perla riferendosi alla strana creatura: “Esatto! Tu… tu chi sei? Cosa saresti?”.

Ara, che nel frattempo era ritornata nella sua conchiglia, nuotò verso di loro…

Ara: “Io sono Ara, vivo in questa grotta da cinquemila anni. Proteggo questo luogo da ogni tempesta e aiuto i suoi pescatori a ritornare sempre sani e salvi dalle loro famiglie… Cerco, per quanto mi sia possibile, di salvare le vite di questi uomini di mare se necessario. Loro sono proprio come tuo padre, Perla”.

Perla: “Mio padre? Tu lo conosci? Lui non… non ha mai rischiato di non ritornare a casa! Anzi, è sempre ritornato felice per il suo pescato!”.

Ara: “Cara Perla, devi ancora imparare tanto dalla vita… Prova a pensare al significato del tuo nome! Il tuo caro Babbo, ha affrontato tante tempeste, ma come ogni “uomo di casa” che si rispetti ha sempre voluto tenere alto l’umore nella sua famiglia senza dare preoccupazioni. Ma questo un giorno lo comprenderai anche tu…”.

Marghe, incuriosita da quanto appena detto dalla fatina, chiese subito alla sua nuova strana amica quale fosse il significato del suo nome.

Perla iniziò così il racconto… 

La scelta di quel nome, il suo significato e la speranza del padre di Perla di voler crescere una figlia forte e coraggiosa, la affascinarono fino a farla commuovere!

Perla, subito dopo, si chiuse nei suoi pensieri. Le venne in mente quella strana preghiera che sentiva recitare dalla sua mamma ogni volta che il padre si trovava in quel mare grande. Le vennero in mente anche quelle tipiche “giornate senza pesci”, in cui, fermi nel porticciolo, gli uomini di casa erano indaffarati a “rinnovare la barca”, come diceva il suo babbo. 

Perla iniziava a capire, a rendersi conto della realtà delle cose e della pericolosità di quel mestiere… Subito il suo pensiero andò all’adorato fratello, sempre pronto ad aiutare il suo babbo, senza stancarsi mai. Così le venne spontaneo esclamare: “Ara ti prego proteggi sempre mio fratello!”.

Ara sorrise e annuì, poi si voltò verso Marghe…

Ara: “Tu Marghe assomigli tanto alla tua nonna, ti riconoscerei tra mille volti…”.

Marghe: “Mia nonna? Come fai a conoscerla?”.

Ara: “Abbiamo passato una fantastica estate insieme. Sai, siamo rimaste in contatto grazie ad un dono che le feci all’epoca. Ho un bellissimo ricordo di lei!”.

……

Ara: “Ragazze ci rimane poco tempo… sento che qualcuno in difficoltà sta cercando il mio aiuto!”.

Perla si rabbuiò in volto. Rivolse subito il suo pensiero a tutti i pescatori che in quel preciso istante si trovavano in mare aperto…

Ara, poco prima di andare, riprese il suo discorso…

Ara: “Dovete fare una scelta: potete decidere di rimanere qua in balia del mare sperando di sopravvivere, oppure… potrei trasformarvi in due bellissimi pesci… sempre che lo vogliate!”.

Le ragazze, senza confrontarsi e senza avere il benché minimo dubbio, accettarono istintivamente la seconda opzione senza porle alcuna domanda. Così, in un attimo, si ritrovarono catapultate in mezzo a quei fondali meravigliosi e ignoti, incapaci di “camminare” sulla loro lunghissima e coloratissima coda. Marghe e Perla si trasformarono così in due Sirene.

Istintivamente iniziarono a nuotare. 

Marghe esclama: “Perla, ma dov’è Ara?”.

Perla: “Non hai sentito che prima ha detto che sarebbe dovuta andare ad aiutare qualcuno che aveva bisogno? Immagino che presto tornerà da noi!”.

Marghe: “Sì, ma noi nel frattempo cosa facciamo Perla? Dove andiamo? Non vedi che qui è pieno di acqua? Non ci sono strade, non ci sono indicazioni, non c’è uno straccio di persona a cui chiedere aiuto! Come facciamo Perla?”.

Perla: “Niente panico Marghe! Eccola laggiù Ara! Sta nuotando proprio verso di noi, raggiungiamola!”.

Così le tre nuove amiche si riunirono nuovamente.

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