Capitolo 2. MARGHE, LA RAGAZZINA SENSIBILE

Un trasferimento non facile da accettare

Quello stesso anno, la vita di un’altra ragazza si intrecciò a quella di Perla…

Si trattava di Marghe, una giovane adolescente che dovette seguire la sua famiglia. Partirono dal loro paesino natio del nord Italia per trasferirsi proprio in quella grande isola sperduta nel bel mezzo del Mar Mediterraneo. 

Il papà di Marghe faceva il Dottore. Marghe era solita chiamarlo “supereroe”.  Quell’anno venne richiesto il suo servizio nell’ospedale di Alghero. Lui non poteva proprio rinunciare a quella proposta: la coscienza e la deontologia del suo mestiere glielo impedivano.

Ecco il motivo del loro trasferimento… 

Marghe, nonostante la sua giovane età, questo lo capiva, ma la notizia di non poter più vedere le sue amiche ed i suoi nonni la destabilizzò molto: per lei fu proprio come un fulmine a ciel sereno.

Marghe aveva lunghi capelli corvini. Era alta e magra. Passava gran parte del suo tempo a studiare… le piaceva molto l’odore della carta! 

I suoi libri preferiti erano proprio i manuali di medicina del suo papà. Nonostante si impressionasse facilmente alla vista del sangue, ripeteva continuamente di voler diventare proprio come il suo Supereroe preferito! Possedeva poi una dote innata nel capire i bambini, con il loro pianto si emozionava tantissimo. Pensava a quanto sarebbe stato bello poterli “conoscere” ancora prima della loro mamma, proprio fin da quando avevano la forma di un fagiolino, per poi vederli nascere.

La mamma di Marghe, Rela, al contrario della figlia, non prese bene la scelta di doversi trasferire…

Da quando furono travolti in questa nuova vita, i genitori della ragazza iniziarono a non andare più tanto d’accordo. I litigi erano davvero all’ordine del giorno!

Marghe cercava sempre di placare le tante discussioni che rumoreggiavano fastidiosamente dentro quelle quattro mura. Non voleva dar ragione a nessuno, desiderava solo che tutti ritornassero ad essere felici. Il papà di Marghe faceva sempre più straordinari in ospedale. Lei aveva capito benissimo che preferiva stare con i suoi pazienti piuttosto che ritornare a casa, senza doversi preoccupare di altro.

Quel 13 Agosto, una domenica soleggiata, oltre ad essere quello di Perla, era anche il giorno del quindicesimo compleanno di Marghe…

Papà e figlia, per l’occasione, si svegliarono presto per andare a comprare il pesce nel villaggio dell’Argentiera. Al loro arrivo vennero accolti dai tanti allestimenti di piazza: gli abitanti del luogo erano davvero molto indaffarati. In tutto il villaggio si respirava sempre una certa aria di festa. 

Proprio in questo ambiente gioioso avvenne il primo incontro tra Marghe e Perla.

Mentre il papà di Marghe sceglieva quale pesce sarebbe stato adatto per il pranzo del compleanno, la giovane dalla pelle bianco latte si accorse di una ragazza seduta da sola in riva al mare, immersa nella lettura di un libro. Decise di avvicinarsi…

Marghe: “Ciao…”.

Perla la guardò con i suoi occhi grandi e un’aria un po’ perplessa. Non rispose…

Marghe: “Io mi chiamo Marghe! Sono venuta con il mio papà a comprare il pesce e ti ho vista…”.

Perla: “E quindi hai pensato che avessi bisogno di compagnia?”.

Marghe: “No! Ero solo curiosa di sapere che libro stessi leggendo…”.

Perla: “Canne al vento, di Grazia Deledda. Lo conosci? L’autrice era sarda, la sua città di nascita è Nuoro, che si trova nella Sardegna centro-orientale”.

Marghe: “No, non lo conosco… è bello?”.

Perla continuò a leggere, lasciando la curiosità della ragazza in sospeso. Marghe, un po’ sconfortata, si allontanò per ritornare dal suo papà senza dire altro. Dopo poco, però, Perla si mise a correre verso di lei…

Perla: “Tieni, io l’ho finito. Mi dirai tu se è bello oppure no”.

Marghe: “Grazie… ma come ti chiami?”.

Perla: “Mi chiamo Perla. Il libro invece si chiama Pietro e, quindi, deve tornare indietro!”.

Quel libro, datole in prestito, fu per lei il regalo più bello che potesse ricevere. Marghe aveva la sensazione che sarebbe stato il simbolo di un qualcosa di bello che le stava per accadere. Così si mise a ridere promettendo a quella ragazza, un tantino scontrosa, che presto glielo avrebbe restituito… poi corse via verso la macchina del suo papà.

Marghe andava spesso in quel villaggio con il suo supereroe, amava il profumo della salsedine, il panorama roccioso e la gentilezza della gente. Tuttavia, non aveva mai incontrato Perla nonostante le tante volte in cui si era recata li.

Una volta ritornati a casa, ad accoglierli sulla soglia della porta d’ingresso c’era la mamma che aspettava la sua “bimba”, con indosso il suo solito grembiule da cuoca pronto a sporcarsi e a profumarsi di quell’odore salmastro di pesce. La salutò assieme ad una bellissima torta appena sfornata!

Arrivata l’ora di pranzo, mamma Rela richiamò Marghe, che venne interrotta dalla lettura appena incominciata. 

Il pranzo era servito!

Si poteva iniziare a mangiare tutte quelle delizie, anche se, come ogni volta da un anno a quella parte, i momenti a tavola non erano più così tranquilli e felici. Nonostante fosse il suo compleanno, infatti, dovette cercare anche questa volta di placare le discussioni dei suoi genitori, ma… senza ottenere alcun buon risultato. Il papà prese le chiavi e uscì lesto di casa, la mamma si rinchiuse nella sua camera e Marghe rimase da sola, con lo stomaco completamente chiuso.

Si sentiva triste come non mai, fino a che… si ricordò di aver intravisto un bus quella mattina al villaggio.

La giovane andò silenziosamente nella sua camera, svuotò lo zaino dai libri e lo riempì con qualche vestito ed un kit per qualunque tipo di emergenza. Si cambiò ed uscì di casa velocemente diretta alla fermata degli autobus che non era tanto distante da casa sua…

Dopo due lunghe ore di attesa sotto il sole cocente, ecco arrivare quel piccolo bus. Affissa sul vetro vi era una targhetta ben visibile anche da lontano che riportava la scritta: “Argentiera” .

Marghe ci saltò su, senza esitazione…

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