Capitolo 16. RIFLESSIONI E LONTANI RICORDI

Passarono molto tempo in quel frutteto. Nel silenzio più assoluto iniziarono le loro riflessioni, anche su lontani ricordi…

Marghe: “Perla… ma secondo te Gabry perchè si sentiva strano e così stanco?”.

Perla: “…mmmh… Quando siamo arrivate qua, Ara ci ha detto che questo sarebbe stato un giorno molto triste per gli abitanti perché sarà segnato da un brutto evento…”.

Marghe: “E oggi è proprio il 1° marzo…”.

Perla: “Già… Caspita Marghe, mi sento davvero molto triste adesso che ho capito cosa succederà!”.

Marghe: “Già… anche io Perla! Però voglio vedere il lato positivo di quello che accadrà!”.

Perla: “In che senso Marghe? Nella morte non c’è niente di positivo. Forse porta sollievo ai malati, ma ai loro cari porta tanto dolore…”.

Dagli occhi di Perla scese una lacrima e poi un’altra ancora. Dalla sua voce non usciva alcun singhiozzo, ma le lacrime scendevano incessantemente sulle sue guance tonde, proprio come un ruscello in corsa…

Marghe sapeva che la sua amica non amava farsi vedere così vulnerabile, per questo decise di non abbracciarla e di non farle domande, aspettando che fosse lei a liberare quel peso che si portava dentro.

Dopo vari minuti di silenzio a contemplare quella grande luna piena, Perla prese parola…

Perla: “Sai Marghe… per me questo argomento è molto delicato, non ne parlo mai con nessuno… forse perché dirlo a voce alta renderebbe il dispiacere ancora più acuto…”.

Marghe: “Si, capisco… dare voce ai propri pensieri potrebbe renderli più autentici però. Perla permettimi di dirti che certi pesi portati dentro troppo a lungo finiscono per fare ancora più male…”.

Perla sospirò, inghiottì quel magone e proseguì con le sue riflessioni…

Ricordi lontani…

Perla: “Il mio nonno era davvero un uomo buono Marghe… mi portava sempre con lui al fiume per raccogliere le canne e una volta tornati a casa mi preparava la merenda e si metteva a costruire i cestini proprio con le canne appena raccolte…”.

Marghe: “Cestini con le canne da fiume?”.

Perla: “Si… sono tipici in Sardegna! Il nonno me ne ha costruiti 18, di varie dimensioni: dal più piccolo al più grande. Vuoi sapere perché?”.

Marghe: “18… non capisco! Raccontami tutto Perla!”.

Perla: “18 cestini fino ai miei 18 anni… un cestino per ogni anno compiuto! Aspetto quel giorno ogni anno per aggiungere il prossimo a quelli che ho già… Che bei ricordi!”.

Marghe, da vera sentimentalista, era ormai stata sommersa da una vera valle di lacrime a tal punto che non riusciva nemmeno più a parlare…

Perla: “Lui avrebbe voluto donarmeli di persona, ma purtroppo l’ultimo che riuscì a darmi con le sue mani fu il sesto… ha lasciato il compito alla mia nonna per i successivi… quando gli trovarono quella brutta cosa e quando gli dissero che gli sarebbe rimasto poco da vivere, lui non si perse d’animo! Si impegnò giorno e notte per finirli e ci riuscì!”.

Marghe, dopo essersi asciugata il viso, rispose: “Perla il tuo nonno ha fatto una cosa stupenda! Chissà che dolore per lui e tutti voi sapere in anticipo che sarebbe arrivata quella fine… devono essere davvero tristi questi ricordi per te!”.

Perla: “Marghe… lui ha lottato con le unghie e con i denti, non ha lasciato subito vincere quell’ospite malvagio che si portava dentro! È andato ben oltre il termine, ma poi è successo qualcosa e, proprio di punto in bianco, si è aggravato… io l’ho accompagnato fino alla fine, ma adesso mi sento come se il mio cuore si fosse rotto in mille pezzi, Marghe!”.

Perla scoppiò in un pianto liberatorio. Quei ricordi l’avevano aiutata a sciogliere quel ghiaccio che tanto l’aveva irrigidita. Marghe la strinse forte sperando di poter placare quella sofferenza.

Marghe: “Perla… non c’è rimedio a questi ricordi dolorosi, ma io sono certa che lui ti sarà sempre accanto!”.

Perla: “Si lo so… lui c’è sempre!”.

….

Lieto fine?

Perla: “Marghe cosa dicevi riguardo Gabry?”.

Marghe: “Si giusto! Dicevo che secondo me quando succederà e volerà via, Gabry potrà finalmente riunirsi alla sua amata Eleonora!”.

Perla: “Sei proprio una romanticona Marghe!”.

Marghe: “Mi piacciono tanto le storie d’amore! Gabry mi ha dato l’impressione di essere molto solo, nonostante ricevesse molte visite, anche se non tutte erano gradite… non so come spiegarti…”.

In quel momento una lucina fioca arrivò davanti alle due ragazze, Ara era ritornata…

Ara: “Si Marghe hai perfettamente ragione… la tua impressione non è del tutto sbagliata! Nonostante D’Annunzio quotidianamente ricevesse diverse visite e tanta corrispondenza, queste non erano sufficienti a riempire le sue giornate di quella sensazione piacevole. Quella autentica intendo, quella che solo chi ama e vuole davvero bene riesce a provare, quella che solo i ricordi riuscivano a dargli”.

Ara continuò il suo discorso: “Adesso ragazze mie dobbiamo continuare il nostro giro, non ci rimane molto tempo prima che nel vostro anno sia mattino…”.

Teletrasportate in una grande nave

Perla: “Caspita Ara, quante altre scoperte faremo in questa avventura? Non credevo che in una sola casa potesse esserci così tanta storia!”.

Ara: “Perla, ogni casa, ogni luogo, anche il paesino più piccolo della terra sono ricchi di storia, di ricordi e di vissuto. Pensa al tuo villaggio, ha una storia lunga anni… se non ne sei a conoscenza, prova a chiedere alla tua nonna di raccontartela! Sono sicura che ti piacerà… adesso però voglio portarvi all’interno di una nave davvero speciale! Datemi la mano, questo parco è troppo grande per raggiungerla in poco tempo a piedi… useremo un po’ di magia!”.

Perla: “Marghe stiamo per teletrasportarci… mi sembra un cartone animato, di quelli dove ci sono i supereroi!”.

Marghe: “Perla io ancora non credo ai miei occhi… siamo state davvero fortunate ad incontrare Ara e ad avere la fortuna di vivere queste esperienze! Spero di non dimenticarle mai!”.

Ara: “Se terrete sempre con voi i ciondoli che vi ho donato, non dimenticherete mai… e chissà, magari avremo l’opportunità di vivere insieme altre nuove e fantastiche avventure!”.

Così le due ragazze e la fatina si presero per mano e in un nano secondo si ritrovarono di fronte ad un’enorme “struttura”…

Perla, come al solito non riusciva a rimanere in silenzio, così esordí: “Ma una nave di queste dimensioni su un prato? Incredibile! Gabry è davvero un mito!”.

Ara e Marghe risero a crepapelle. 

Ara: “Marghe leggi quella didascalia per favore…”.

Marghe: Ogni rottame rude è qui incastonato come una gemma rara. La grande prora tragica della nave “Puglia” è posta in onore e in luce sul poggio, come nell’oratorio il brandello insanguinato del compagno eroico ucciso.

Ara: “Saliamo ragazze… il panorama da qua è davvero molto suggestivo. Gabriele d’Annunzio ha deciso di posizionarla qua, nel suo parco, in direzione del Lago e del mare Adriatico”.

Perla in tono ironico: “Ara, immagino che questo sia un altro cimelio, proprio come l’elica all’interno della prioria… solo che questa nave, probabilmente era un po’ troppo grande per farla stare dentro ad una stanza!”.

Ara: “Esattamente Perla! Questa è la cosiddetta Nave Puglia, pensate che affrontò la Prima Guerra Mondiale. Si tratta di un vero e proprio reliquiario civile”.

Rimasero qualche minuti con gli occhi puntati verso l’alto ad ammirare quel pezzo unico di storia. 

Ara, poco dopo, continuò il suo racconto: “Proprio lì in alto, dove state guardando, precisamente nel secondo albero, vi è un tempietto dedicato ai morti del mare…”.

Marghe: “È un luogo davvero suggestivo… tra questi cipressi, i cannoni che vennero usati in guerra e questo panorama, la sensazione è come quando ti sembra di essere catapultato in quel momento, proprio come se lo stessimo vivendo in prima persona! Anche se… per fortuna non ci siamo passate! Che sensazioni uniche ci stai facendo provare, Ara!”.

Ara: “Mi fa piacere che ne siate entusiaste. Sapevo che questo luogo e la sua storia vi avrebbero stregate! Sapete, la storia spesso viene dimenticata o sminuita, ma soprattutto poco apprezzata da voi umani, quando invece dovrebbe essere ritenuta molto importante. Senza essa non esisteremmo. Tutti noi siamo formati da particelle del passato, tante cose impariamo grazie a chi ci ha preceduto...

Quando vi dicevo che non sempre studiare significa essere più importanti o colti di altri, intendevo proprio questo: se voi studiate, prendete bei voti, ma non imparate alcuna lezione, allora avrete semplicemente preso un bel giudizio a scuola e non saprete mai mettere in pratica, nella vita di tutti i giorni, questi insegnamenti. Invece, se studierete scoprendo, imparando, pensando e applicando tutto ciò che di nuovo avrete la fortuna di apprendere, sicuramente sarete colte, ma soprattutto vi sentirete realizzate, poiché avrete fatto vostro anche quel passato che non vi ha rese protagoniste, ma che vi ha lasciato le basi per poterci provare nel vostro futuro!”.

Rimasero ancora per un po’ lì, in silenzio, alla scoperta di quella insolita imbarcazione. Piano piano riuscivano a comprendere davvero gli insegnamenti che Ara voleva dare loro. 

Ara: “Che ne dite ragazze, saliamo là in cima?!”.

Marghe e Perla: “Certo Ara!”.

Così partirono, ma stavolta a piedi.

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