Capitolo 10. UN MISTERO IN CONTINUA EVOLUZIONE

Il mistero stava per essere svelato. Dove si trovavano veramente Marghe e Perla?

Le due ragazzine, sedute comodamente su quell’enorme spazio verde, attesero l’inizio di quel racconto. Ara si era accorta di quanto Perla, si stesse impegnando nel non domandarle nulla, soprattutto dopo essere stata sgridata poco prima.

Così la fatina cominciò….

Ara: “Ragazze, è tempo di iniziare a darvi qualche spiegazione sia riguardo questo luogo misterioso ed incantevole che sul personaggio che fino a questa sera lo abiterà”.

Perla, a bassa voce: “Sarebbe anche ora… è da un sacco che aspetto”.

Credeva che la fatina non l’avesse sentita. Effettivamente queste parole erano state pronunciate a denti serrati, quasi come se fossero state più un pensiero interiore che una frase espressamente pronunciata. Tuttavia, Ara sentì. Eccome se sentì.

Possedere poteri magici, significa anche avere doti sorprendenti come il fatto di riuscire a sentire anche quando potrebbe risultare impossibile addirittura per chi possiede un udito sopraffino. D’altronde… Ara non era umana. A questo le due ragazzine, Perla soprattutto, dovevano ancora abituarsi.

Tuttavia, la fatina fece finta di nulla e proseguì nel racconto…

Ara: “Di quale mistero preferite che vi inizi a parlare? Del luogo o del proprietario?”.

Le due amiche in coro: “Di lui, di lui!”.

Ara: “Lui chi? Luogo e proprietario sono entrambi sostantivi maschili ragazze!”.

Nuovamente in coro: “Del proprietario Araaaaa!”.

Ara: “Va bene, vi accontenterò…”.

C’era una volta…

Da questo momento in poi, l’unico rumore che si sentiva era la voce della fatina, nemmeno gli animali notturni si muovevano più. Tutto si era fermato, così come era successo al tempo nella vita reale. Sembrava quasi come se la natura di quel luogo volesse rendere omaggio al “padrone”, sentendo parlare di lui proprio dai racconti di Ara…

Ara: “Il signore che questa sera si addormenterà per sempre, come vi ho già detto, si chiama Gabriele D’annunzio. Dovete sapere che già ai tempi della sua incredibile vita era un personaggio davvero famoso. Potremmo definirlo un vero vip di quell’epoca. Prima di continuare vorrei però farvi una domanda: a voi piace studiare?”.

Marghe: “Mmmmh, che domanda difficile Ara! Non è che ci stai nascondendo un altro mistero eh?! Comunque, dipende da quale materia. Quando a scuola mi assegnano dei compiti come leggere, studiare le opere letterarie o storiche, a me piace molto. Ma quando si parla di matematica e scienze…”.

Perla: “Anche io la penso esattamente come Marghe! Non per altro siamo diventate così tanto amiche in così poco tempo! Vero Marghe?!”.

Marghe ridendo: “Verissimo Perla! Ma, Ara, perchè questa domanda? Non sarà mica un mistero anche questo eh?!”.

Ara: “Perchè dovete sapere che non sempre studiare, ma soprattutto possedere una laurea, significa essere superiori a chi invece non l’ha. Molte volte, se la sapienza non viene accompagnata da una grande forza di volontà, il traguardo o l’obiettivo sembrerà sempre impossibile da raggiungere. Bisogna avere interesse e curiosità nelle cose per riuscire ad arrivare veramente in alto!”.

Le ragazze non capivano granché. Erano ancora troppo piccole per comprendere veramente il significato di quelle parole profonde. Tuttavia, Ara continuò…

Ara: “Tutto ciò anche per dirvi che proprio questo signore, D’Annunzio, ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà un grande pezzo della nostra cara letteratura italiana. La sua arte fu determinante per la cultura del nostro popolo a tal punto che influenzò usi e costumi di tutti gli italiani. Inventò addirittura nuovi termini, come per esempio: tramezzino. Quello che, sono convinta, a voi piaccia tanto mangiare…”.

Tutte e tre scoppiarono in una grossa risata.

Poi la fatina continuò con il racconto di quel mistero: “… Nonostante non si sia mai laureato, pur avendo frequentato un corso universitario affine alla sua carriera, ha ottenuto enormi successi. Per questo viene definito Poeta Vate. Tuttavia, gli è poi stata rilasciata una laurea honoris causa nel 1919, quando aveva già la bellezza di 56 anni”.

Perla: “Ara, ma come parli? Cosa significa Poeta Vate? E laurea honoris che?!”.

Ara era molto divertita. Quella ragazzina era davvero un vulcano, indomabile e piena di domande alle quali voleva subito una risposta.

Ara: “Perla… iniziamo dal primo termine. Con Poeta Vate innanzitutto ci si riferisce ad una persona in carne ed ossa. Solitamente questo appellativo viene dato a quegli autori che cercano di interpretare e guidare i sentimenti del popolo. Un Poeta Vate non è che lo si ritrova in una sola epoca, ma in qualunque. Anche voi potreste diventare delle Poetesse Vate, ad esempio”.

Marghe: “Wow Ara, ma quante cose sai? Perla pensa se diventassimo famose un giorno e poi ci studiassero sui libri di storia…”.

Perla: “Si Marghe speriamo il più tardi possibile sui libri di storia, se no vorrebbe dire che ci dovranno regalare fiori invece che biscotti… e a me i biscotti di Annetta piacciono molto!”.

Ara e Marghe risero, Perla con quel suo modo imbronciato di parlare faceva davvero sorridere tutti.

Ara: “Marghe, io conosco tante cose perchè vivo su questa terra da tantissimo tempo. Molti personaggi ho incontrato, ma pochi sono coloro che hanno avuto la possibilità di vedermi, come ad esempio voi. Ma questa è un’altra storia e forse un giorno vi svelerò anche questo segreto!”.

Perla: “Ara, e laurea e poi non mi ricordo come continua, cosa significa?”.

Ara: “Perla, un momento, ci stavo giusto arrivando… Laurea Honoris Causa significa che, nonostante D’Annunzio non abbia completato gli studi universitari frequentando normalmente un corso, è stato deciso da persone illustri, sulla base della sua carriera, di dargli comunque un titolo di questa portata. Tutto quello che ha prodotto, merito del suo ingegno, era sufficiente affinché se la potesse meritare!”.

Perla: “Wooow! Ora è tutto molto chiaro!”.

Verso l’immensa dimora

Le ragazze erano davvero contente di aver appreso cose nuove. Ammiravano Ara per quel modo che aveva di spiegare e per tutto quello che conosceva. Speravano un giorno di poter diventare colte proprio come lei, ma la strada da percorrere era ancora lunga e ripida per loro… un po’ come quella che portava a quella strana dimora.

Perla: “Ara, ma non ci hai detto niente della casa nascosta quì dietro!”.

Ara: “Perla non mi sono dimenticata. Però ho pensato che forse, piuttosto che raccontarvelo a voce, sarebbe meglio visitarla direttamente. Cosa ne dite ragazze?”.

Risposero in coro: “Siiiiiiiiiii… Siiiiiiii… Andiamooooo!”.

Ara: “Sssshhhh, un po’ di contegno. Non fate questo baccano o si sveglierà tutto il vicinato”.

Marghe: “Scusaci Ara!”.

Ara: “Nessun problema, però, d’ora innanzi, mi raccomando… Sono sicura che qualcosa di magico, una volta varcato il cancello di questa immensa casa, accadrà… Parola di fata!”.

Dopo la scoperta sbalorditiva, le ormai inseparabili amiche si diressero verso quella dimora imponente e nascosta.

Il profumo di mistero era alle porte così come anche la curiosità, ormai fin da troppo trattenuta, delle due ragazze di sapere ancora di più su quel luogo e, soprattutto, sul suo padrone.

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